I FRUTTI DELLA SQUADRA CAPACCIO “LA CAPACCESE”?
Come l’albero produce i suoi frutti, così il calcio capaccese ha fatto sbocciare numerosi talenti e personaggi che sono rimasti nella storia. Fu proprio per questo motivo che, alla fine degli anni Quaranta e all’inizio degli anni Cinquanta, gli abitanti di Capaccio Capoluogo amanti dello sport pensarono di fondare una squadra di calcio a cui diedero il nome “Capaccio”, conosciuta anche come “la Capaccese”. Tra i primi dirigenti di questa squadra ricordiamo: Antonio Ragni, Antonio Grippa (entrambi deceduti) e Remo Luigi Tanza. Per dare maggiore impulso alla squadra fu creato anche uno slogan: “Olio, petrolio, benzina e minerale, per vincere Capaccio ci vuole la nazionale”. Tra i giocatori, ricordiamo: il capitano Giovanni Guazzo, Pasquale Cucco, Arturo Farro, Angelo Sabia, Raffaele Voza, Raffaele Polito, Michele Nicodemo, Angelo Arenella, Vincenzo D’Alessandro, Mario Guazzo e Rosario Farro. Il portiere era Mario Taddeo (1924-2021), detto “il portiere con gli occhiali”. Mario, figlio di Vincenzo e di Pasqualina Farro, era dotato di grandi talenti e, su interessamento di monsignor Francesco Guazzo, allora parroco di Capaccio, fu mandato a studiare presso la Pia Società San Paolo a Roma quando era ancora giovane. Nel 1950 partì in nave per Buenos Aires, in Argentina. Fu il suo amore per la terra natia, che non aveva mai dimenticato, a spingerlo, nel 1991, a scrivere la splendida poesia “Canto al Monte Soprano”, quando vi fece ritorno nell’estate di quell’anno dopo quarant`anni della sua partenza con la nave alla volta di Buenos Aires (Argentina). Tornando al nostro scritto, bisogna dire che, intorno al 1958, gli abitanti del capoluogo, visto che il Capaccio non era più attivo come un tempo (anche se rimase attivo fino al 1959) e che don Giovanni Guazzo non si impegnava a realizzare un campo per i giovani del tempo (come mi raccontava Giovanni Petillo, ex sarto del paese), diedero vita, sul campo da gioco del convento francescano, a cui fu dato il nome di “Circolo Francescano”. I dirigenti erano: Padre Eugenio Scotognello, Padre Vittorino Deriso (guardiano), Carmelo Desimone, Francesco Pecora, detto “Bambolotto”, Alfonsino Petillo, Giovanni Petillo e Alberto Barlotti. Tra i giocatori, ricordiamo: Fiore Fraiese, Giuseppe Di Flora, Gennaro Di Lucia, Domenico Marino, Raffaele Lembo, Benito Santoro, Stefano Rinaldi, Vincenzo Carola, Giovanni Daniele “Tranchella”, Salvatore Rubini, Raffaele Marandino ed Elio Santoro. Nello stesso anno era attiva anche un’altra squadra, il Circolo A.C.L.I. (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani): Di Sessa, Guazzo, I Polito, Trippa, Farro, Guazzo, Cucco, Grippa, Marino e Di Flora.
Vista la crescente popolarità del calcio, la maggior parte di loro diede vita, insieme ad altre persone, a una nuova squadra: l’Unione Sportiva Calpazio, fondata l’8 novembre 1963. Lo statuto fu letto e approvato dai 15 soci fondatori: Padre Geremia Mandara, Felice Bruno, Antonio Marino, Vincenzo Guazzo, Carmelo Gregorio, Attilio Taddeo, Mario Arenella, Carmelo Desiderio, Enrico Taddeo, Salvatore Rubini, Giuseppe Di Flora, Raffaele Polito, Mariano Bello, Giovanni Guazzo e Giuseppe Sabia. Ecco il primo consiglio direttivo del momento della fondazione:
· Felice Bruno ( Presidente)
· Antonio Marino di Vincenzo ( Vice Presidente)
· Carmelo Gregorio ( Segretario)
· Carmelo Desiderio ( Cassiere)
· Raffaele Polito ( Consigliere)
· Giovanni Guazzo ( Consigliere)
· Enrico Taddeo ( Consigliere)
· Vincenzo Guazzo ( Consigliere)
· Mariano Bello ( Consigliere)
Sindaci:
· Sabia Giuseppe
· Mario Arenella
· Salvatore Rubini
È per questo che dobbiamo amare e sostenere l’Unione Sportiva Calpazio, perché ci ricorda la storia del nostro territorio.
A corredo della ricerca, si allegano due articoli del Corriere dello Sport scritti dal compianto capaccese Roberto Panicucci che parlano delle squadre di Capaccio ( il primo del 1958 ed il secondo del 1959), più una in bianco e nero della “Capaccio”.

