Cari amici, ricevo e, molto volentieri, pubblico il resoconto della prima uscita del gruppo di ciclo amatori “Bonalanza “ nell’ambito del Tour del Cilento che, come già anticipato, si svolgerà dal 24 al 31 maggio sulle strade del nostro territorio. “ Buongiorno a tutti, mi chiamo Giampiero e sono stato nominato, mio malgrado, addetto stampa del gruppo Bonalanza , con il compito di descrivere, giorno per giorno, i percorsi effettuati e quanto dà interessante è avvenuto nel corso della giornata. Dunque oggi prima tappa. Ascea-Castellabate-Ascea, un percorso di un’ottantina di km, con un dislivello complessivo di 1400 metri e un andamento altalenante per il susseguirsi di tratti in salita e in discesa non particolarmente difficili ma pur sempre impegnativi. Alle ore otto, dopo una abbondante colazione, siamo già in pista. Come vuole la tradizione, dopo un paio di chilometri, il nostro leader Marco aveva già sbagliato strada. Recuperata la retta via e usciti dall’abitato, abbiamo puntato verso Nord e, salendo leggermente in quota, ci si è aperto, davanti agli occhi, un panorama incredibile. A destra i primi contrafforti appenninici, di un verde intenso, interrotto,qua e là , da piccoli agglomerati abitativi. A sinistra una distesa d’acqua di un azzurro limpido, dove è difficile individuare il confine tra mare e cielo. A sud fa sfoggio di sé Capo Palinuro, reso immortale dai versi di Virgilio. Verso nord una costa scoscesa , interrotta da tratti di spiagge ancora non assalite dal turismo estivo e forse, proprio per questo, più affascinanti.In lontananza la Costiera Amalfitana,purtroppo velata da un po’ di foschia quasi volesse nascondere alla nostra vista il suo fascino e la sua incomparabile bellezza. A due terzi del percorso l’incontro con un gruppo di ciclo amatori, tutti amici di vecchia data del nostro leader Marco, guidati dal mitico Tracina. Sono loro a guidarci verso Castellabate, un gioiello di paese che, dai suoi 300 metri di altezza, domina il mare sottostante, a protezione del territorio , come avveniva in passato, dalle scorrerie dei pirati saraceni.A questo punto una sosta e un meritato caffè sono d’obbligo. Un po’ di foto ricordo e di gruppo per fissare in immagini questa splendida giornata e ci rimettiamo in sella. Giù in picchiata verso il mare e verso il villaggio Olimpia che ci ospita. Sarà una sensazione ma mi è parso che il ritorno sia stato molto più veloce dell’andata. Azzardo un’ipotesi: non è che avessimo una gran voglia di far lavorare, dopo le gambe, anche le mascelle, comodamente seduti davanti ad un piatto di maccheroni fumanti?




















