114 ANNI PER L’EDICOLA VOTIVA DELLA MADONNA DEL GRANATO A CAPACCIO PAESTUM…

Di Antonio Ragni

L’EDICOLA VOTIVA DELLA MADONNA DEL GRANATO nella giornata del 2 maggio, per coloro che non ne fossero informati, ricorre il 114° anniversario dell‘Incoronazione Solenne della Madonna del Granato, avvenuta il 2 maggio 1912 con decreto del Capitolo Vaticano dell’8 maggio 1911 a firma del Cardinale Mariano Rampolla del Tindaro (1843-1913)[1]. Oltre al ricordo dell’incoronazione quest anno vogliamo fare ricordo di un evento importante che è quello del centenario dell’edicola votiva della Vergine del Granato posta sulla strada oggi chiusa che porta al vetusto santuario: forse pochi sanno che questa strada fu realizzata con le proprie mani dal Vescovo di Capaccio Mons. Michele Barone negli anni 1835-1840. Ma cosa avvenne e perché fu realizzata l’edicola votiva il 1° maggio 1926 qualcuno si chiederà, ecco qui si riporta la storia scritta in quel tempo: « A circa 4 chilometri da questo capoluogo, proprio ad un punto ove la strada ha una delle sue curve più precise, essa forma incrocio con quella da cui si ascende al Santuario della Madonna del Granato. E proprio a questa curva, il 15 dello scorso mese, i nostri concittadini Giuseppe Scariati e Giuseppe Clemente [ entrambi cocchieri del Marchese Vincenzo Pinto] furono miracolosamente salvi da una terribile disgrazia. La mula che tirava il loro veicolo, a quel punto si ostina a non voltare, e simpunta con le due zampe davanti difronte alla strada del Santuario. Ad una scudisciata del guidatore, essa di scatto si lancia verso il terreno sottostante, che va quasi a picco e scende ripido e tortuoso per lungo tratto. All’abisso che si apriva loro dinanzi i due infelici, presi dal più orribile spavento, in un istante di disperazione, ebbero solo un pensiero, una sola voce: « Madonna del Granato, aiutaci tu! » E si trovarono a terra, l’uno da un lato e l’uno dall’altro del loro piccolo mezzo di trasporto a circa 40 metri dalla rotabile. Son vicini ad essi la moglie dello Scariati, Anna Sabia, e il Sig. Torre Domenico, i quali li precedevano di poco ed erano accorsi al grido di aiuto.
La mula aveva battuto contro un enorme sasso e s’era bucato il petto, cedendo all’urto improvviso; ma la Vergine miracolosa aveva udito la loro invocazione e porgeva la sua mano divina a quegl’infelici che si rivolgevano a Lei….
Il piccolo monumento( dell’altezza di m. 3,50), costruito dai fratelli Darino con la pietra di Eboli, sul davanti porta scolpita nel marmo la seguente iscrizione:
ALLA
VERGINE DEL MONTE CALPAZIO
CELESTE PROTETTRICE
DI TUTTE LE GENTI
VENERATA REGINA DI TUTTI I POPOLI
QUESTO
RICORDO IMPERITURO
DEVOTEMENTE POSERO
GIUS. SCARIATI E GIUS. CLEMENTE
PER GRAZIA SINGOLARE RICEVUTA
I-V-MIMXXVI
PROMOTORE MONS. F. GUAZZO
E con l’inaugurazione del piccolo monumento ebbero principio le annunziate feste del 2 maggio- XIV anniversario dell’Incoronazione di Maria SS. del Granato in Capaccio Vecchio- al suono allegro dell’inno reale, tra lo sparo incessante di bombe carte e di batterie aeree, dopo un breve, commovente discorso dell’Arciprete Monsignor Guazzo, che benedisse il Simulacro della Madonna, suscitando nel cuore di tutto un popolo, accorso numeroso da Capaccio e dai paesi vicini, fede, gioia, entusiasmo»[2]
Che la Vergine del Granato continui sempre a proteggere ciascuno di voi, perché Lei è Madre d’amore e di speranza che è Cristo Signore. Madonna del Granato, prega per noi!

[1] La traduzione italiana del decreto oltre ad essere presente in un volumetto scritto da Mons. Francesco Guazzo nel 1924 la troviamo presente anche presso “Il Calpazio – Eco del movimento per le feste della solenne incoronazione di Maria SS.a del Granato in Capaccio Vecchio”, n. 2, 5 aprile 1911, p. 2.
[2] Il Calpazio, periodico religioso- sociale, Anno IV- N. 5-6, maggio-giugno 1926, pp. 6-7