Riceviamo da un gruppo di persone, legatissime al territorio di Capaccio Paestum…
STOP ALLA CENTRALE A BIOMASSE A PAESTUM
ESITO NEGATIVO DELLA CONFERENZA DI SERVIZI
IL PAESAGGIO NON SI VENDE. IL TERRITORIO NON SI SACRIFICA.
VOLEVANO COSTRUIRE UN ENORME IMPIANTO DI BIOMETANO DA BIOMASSE A POCHI CHILOMETRI DAI TEMPLI DI PAESTUM.
In uno dei paesaggi più belli e iconici d’Italia.
Tra storia millenaria, cultura, turismo, agricoltura di qualità .
Un territorio che merita rispetto, non cemento e fumi.
LA CONFERENZA DI SERVIZI HA DETTO NO.
La determina è chiara: esito negativo.
Non per un dettaglio, non per una formalità , ma per un insieme di mancanze, lacune e assenze gravi nella documentazione.
Gli enti coinvolti non hanno fornito nei tempi previsti i riscontri necessari. Anche dopo proroghe.
La documentazione richiesta non è stata integrata in modo adeguato.
Senza questi presupposti, l’amministrazione non può – e non deve – andare avanti.
SENZA GARANZIE, NON C’È AUTORIZZAZIONE.
UN’AREA SOTTOPOSTA A VINCOLO PAESAGGISTICO
Parliamo di un’area protetta, vincolata.
Un contesto che richiede la massima tutela, non certo un impianto industriale di queste dimensioni.
La bellezza di Paestum non è un optional.
È la sua identità . È il suo futuro.
UN TERRITORIO CHE HA FATTO SENTIRE LA SUA VOCE
In questi mesi, cittadini, comitati, tecnici, associazioni, realtà locali hanno sollevato dubbi, presentato osservazioni, chiesto trasparenza.
Non è stata una battaglia ideologica.
È stata la difesa legittima di un territorio che non vuole essere trasformato in zona industriale.
QUANDO UNA COMUNITÀ È UNITA E INFORMATA, I RISULTATI ARRIVANO.
E ADESSO?
Il procedimento si chiude qui, senza esito positivo.
Il proponente potrà ripresentare istanze, osservazioni o progetti diversi.
Ma una cosa è certa: questo territorio ha dimostrato che non è disponibile a svendersi.
PAESTUM NON È SOLO UN LUOGO.
È UN PATRIMONIO DA PROTEGGERE.
OGGI ABBIAMO DIFESO IL NOSTRO FUTURO.
I templi sono stati costruiti 2500 anni fa per durare per sempre.
Non lasciamo che siano circondati da un’industria che dura per interessi di pochi e danni per tutti.

