“Il Carnevale è emozione, ma prima ancora è progettazione e sicurezza”
Intervista all’Ing. Ferdinando Marino, responsabile tecnico dell’evento.
Dietro la magia del Carnevale di Palma Campania c’è un lavoro tecnico complesso, spesso invisibile al grande pubblico ma fondamentale per la riuscita della manifestazione. Ne parliamo con l’Ing. Ferdinando Marino, responsabile tecnico e progettista dell’edizione 2026.
Ingegnere, come nasce il suo coinvolgimento nel Carnevale di Palma Campania?
Il contatto è nato in modo del tutto naturale, sul campo.
La scorsa estate, durante un evento all’Arena di Santa Maria di Castellabate, ho avuto modo di lavorare su una struttura per pubblico spettacolo. In quell’occasione ho conosciuto il direttore di produzione Agostino Finetti, che ha potuto vedere direttamente il mio approccio operativo, il metodo di lavoro e l’attenzione alla sicurezza.
Qualche tempo dopo mi ha proposto di assumere il ruolo di progettista e responsabile tecnico per il Carnevale della sua città. È stata una proposta che ho accolto con senso di responsabilità e grande rispetto per una manifestazione così radicata nella tradizione.
Qual è stato il suo ruolo specifico nell’organizzazione tecnica?
Il mio incarico ha riguardato la progettazione tecnica complessiva dell’evento. In particolare:
progettazione del Villaggio delle Quadriglie;
progettazione dell’area spettacoli con palco e tribune;
progettazione della sfilata itinerante con tribune lungo il percorso urbano;
redazione dei piani di Safety & Security;
predisposizione dei piani antincendio;
verifiche strutturali, calcoli statici e collaudi delle strutture temporanee.
Ogni elemento è stato analizzato sotto il profilo normativo, strutturale e impiantistico.Quanto lavoro c’è dietro un evento come questo?
Molto più di quanto si possa immaginare.
Ogni struttura viene analizzata, calcolata e verificata. Ogni impianto viene controllato. Ogni area viene studiata sotto il profilo dell’emergenza.
Il Carnevale è spettacolo, ma prima ancora è organizzazione tecnica. La sicurezza non si improvvisa: si progetta.
Cosa le lascia questa esperienza?
Dal punto di vista professionale è un’esperienza che arricchisce molto.
Lavorare su un evento così complesso significa confrontarsi con variabili tecniche, normative e operative in continuo equilibrio.
Ma soprattutto significa contribuire, con il proprio lavoro, a rendere possibile una tradizione che appartiene a un’intera comunità. Ma devo aggiungere un altra cosa.Un ruolo determinante è stato svolto dal direttore di produzione Agostino Finetti, che ha coordinato l’organizzazione generale dell’evento, fungendo da raccordo tra parte artistica e struttura tecnica. La sua visione operativa e la capacità di integrazione tra spettacolo e pianificazione hanno rappresentato un elemento chiave per l’equilibrio complessivo della manifestazione.

